{"id":3789,"date":"2023-11-20T15:45:38","date_gmt":"2023-11-20T14:45:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/?p=3789"},"modified":"2023-11-26T14:58:45","modified_gmt":"2023-11-26T13:58:45","slug":"vite-in-tumulto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/","title":{"rendered":"Vite in tumulto"},"content":{"rendered":"<h5><strong>Introduzione<\/strong><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal 15 al 16 ottobre 2022 si \u00e8 svolto online, nell\u2019ambito delle Risonanze della Festa del Cinema di Roma, grazie alla collaborazione tra <em>The International Institute for Psychoanalytic Research and Training of Health Professionals<\/em> (IIPRTHP), ente gestore della Scuola Internazionale di Psicoterapia nel Setting Istituzionale (SIPSI), la Fondazione Cinema per Roma, e Formazione Continua in Psicologia, il workshop Cinema e Sogni, ideato dallo psicoanalista Domenico Arturo Nesci nel 2000. Questa edizione del workshop \u00e8 stata dedicata a ricordare il quarantennale della prima proiezione di <em>Koyaanisqatsi<\/em> diretto da Godfrey Reggio (1982). Nell\u2019articolo che segue riportiamo la trascrizione, ad opera di Sara Rammella, riveduta e corretta dai tre Relatori (Nesci, Sabbadini e Vinci) per garantire la fedelt\u00e0 del testo alle loro intenzioni e per salvaguardare la <em>privacy<\/em> dei partecipanti. Coloro che desiderassero poter recuperare integralmente il video dell\u2019evento possono farlo iscrivendosi anche ora all\u2019evento sulla piattaforma FCP (cliccando sul link sotto riportato) e poi scaricandone la registrazione integrale che rester\u00e0 online per un anno.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3790 size-full\" src=\"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3_inpost.jpg\" alt=\"Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3_inpost.jpg\" width=\"642\" height=\"321\" srcset=\"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3_inpost.jpg 642w, https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3_inpost-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/p>\n<h5><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><strong>Trascrizione del workshop a cura di Sara Rammella <\/strong><strong>riveduta da Nesci, Sabbad<\/strong><strong>ini e Vinci<\/strong><\/h5>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>I parte: sera del 15 ottobre 2022.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Marco Mascioli<\/strong>: Buonasera a tutti. Vi do il benvenuto di FCP in questo workshop cinema e sogni che abbiamo chiamato in modo evocativo \u201cVite in tumulto\u201d. Questo workshop \u00e8 offerto dalla Scuola Internazionale di Psicoterapia nel Setting Istituzionale, cio\u00e8 la SIPSI, e si svolge nelle Risonanze della Festa del Cinema di Roma 2022 che \u00e8 organizzata ogni anno dalla Fondazione Cinema per Roma.<\/p>\n<p>Il <em>format<\/em>, ideato da Domenico Arturo Nesci nel 2000, \u00e8 abbastanza particolare. Questa sera staremo un\u2019ora insieme per introdurre il film <em>Koyaanisqatsi<\/em> che\u2026 spero di pronunciarlo bene\u2026 magari Domenico\u2026 aiutami tu!<\/p>\n<p><strong>Nesci<\/strong>: Caro Marco ti aiuto volentieri e colgo l\u2019occasione per raccontare un aneddoto divertente sul titolo del film che Godfrey Reggio ha diretto nel 1982, quindi esattamente 40 anni fa. Reggio fu intervistato su questo film e gli hanno chiesto \u201cLei \u00e8 di origini italiane? Da dove viene il titolo del film?\u201d Lui ha confermato di essere di origini italiane aggiungendo una battuta un po\u2019 salace\u2026 \u201cdato che avete sgamato le mie origini, vi confesso che a me <em>Koyaanisqatsi<\/em> rievoca <em>coglioni<\/em> e <em>cazzi<\/em>\u2026 quindi quando il capo di una trib\u00f9 di Indiani d\u2019America Hopi mi ha detto questa parola per esprimere l\u2019idea che secondo loro noi uomini bianchi siamo tutti pazzi e facciamo vite in tumulto, cio\u00e8 delle vite frenetiche, disumane e autodistruttive, ho subito pensato che bisognava usare come titolo del film proprio questa parola per me cos\u00ec evocativa\u2026 molto adatta a esprimere quello che pensano di noi gli indiani d\u2019America Hopi, un popolo pacifico, che non \u00e8 violento e che ha molto da insegnare a noi tutti\u2026\u201d<\/p>\n<p><strong>Marco Mascioli<\/strong>: il film come anticipato da Domenico \u00e8 dell\u201982, del regista Godfrey Reggio. Dopo questa prima ora di introduzione vi forniremo i <em>links<\/em> affinch\u00e9 possiate andare a vedere il film per conto vostro in vista della seconda parte di questo workshop che si terr\u00e0 domattina con il professor Nesci e il professor Vinci, e sar\u00e0 una sessione di <em>social dreaming<\/em> guidato. Stasera parleranno sia il professor Nesci che il professor Sabbadini. Domenico Arturo Nesci \u00e8 medico psichiatra e criminologo, psicoanalista dell\u2019IPA e della Societ\u00e0 Canadese di Psicoanalisi, \u00e8 poi co-direttore e docente della SIPSI di Roma. Andrea Sabbadini \u00e8 psicologo e psicoanalista, membro ordinario della <em>British Psychoanalytic Society<\/em> e docente presso l\u2019UCL (<em>University College London<\/em>) oltre che della SIPSI. Questa sera non sono previste domande proprio perch\u00e9 la parte interattiva sar\u00e0 svolta domattina. Lascio la parola a Domenico e vi auguro un buon Workshop!<\/p>\n<p><strong>Nesci:<\/strong> Grazie Marco, cercher\u00f2 di spiegare brevemente come funziona il Workshop Cinema e Sogni. L\u2019idea \u00e8 semplice: invece di discutere un film, sognarlo. Perch\u00e9 sognare un film significa andare a recuperare l\u2019anima segreta di quel film. Il linguaggio del sogno si avvicina molto al linguaggio cinematografico e quindi ho pensato potesse essere una cosa stimolante se ci riunivamo per vedere insieme un film e poi sognarlo. Nella pratica clinica, il workshop cinema e sogni \u00e8 nato durante i corsi di Psico- Oncologia che facevo all\u2019Universit\u00e0 Cattolica, a Roma. L\u00ec mi ero accorto che spesso, quando si discuteva un caso difficile e si finiva in stallo, il gruppo riusciva a ripartire rievocando la scena di un film. Questo mi ha molto colpito! Anche perch\u00e9 nel lavoro psicoanalitico avevo notato un fenomeno simile: quando il processo sembrava essersi bloccato, ecco che il paziente portava un sogno che riattivava una nuova fase del percorso analitico. Quindi cinema e sogni sembrano avere questo stesso potere nel promuovere la rielaborazione di qualcosa, la risoluzione di un problema.\u00a0 \u00c8 del resto esperienza di ognuno che riusciamo a superare problemi che nella veglia, il giorno prima, sembravano insormontabili, solo al risveglio, dopo una notte di sonno\u2026 e di sogni!<\/p>\n<p>Ma torniamo a <em>Koyaanisqatsi<\/em>. Questo \u00e8 un film che ha fatto la storia del cinema. Vi lascio quindi con Andrea Sabbadini, esperto di cinema e psicoanalisi di livello internazionale, che ha creato il Festival Psicoanalitico del Cinema Europeo (<em>European Psychoanalytic Film Festival<\/em>) un evento straordinario che si tiene a Londra ogni 2 anni, dal 2001. Grazie Andrea di essere con noi!<\/p>\n<p><strong>Sabbadini<\/strong>: <em>Koyaanisqatsi: Life Out of Balance<\/em> \u00e8 un film del 1982 prodotto e diretto dallo sceneggiatore e regista americano Godfrey Reggio (nato a New Orleans nel 1940 da una famiglia di lontana origine italiana). \u00c8 il primo, e pi\u00f9 noto, film di un Trilogia <em>Qatsi<\/em>, i cui altri due lavori <em>Powaqqatsi <\/em>(del 1988), e <em>Naqoyqatsi<\/em> (del 2002) portano anch\u2019essi titoli tratti dal linguaggio della tribu indigena Hopi, confinata in Arizona; termini, ci dice Reggio, privi per noi del solito bagaglio culturale. Racconta il regista che avrebbe preferito non dare nessun titolo ai suoi film, ma che i distributori, per ovvie ragioni, non gliel\u2019hanno consentito\u2026 I film che compongono la trilogia sono basati sulla combinazione di sole immagini, in un montaggio ritmato da suoni e musica, con un forte impatto visivo, per mostrare l&#8217;effetto distruttivo dell&#8217;attuale civilt\u00e0 industriale sull&#8217;ambiente, evidenziando il contrasto fra moderna tecnologia e mondo naturale.<\/p>\n<p>Per cento minuti noi spettatori ci ritroviamo immersi in un\u2019America di grandiose bellezze naturali e di frenetiche attivit\u00e0 umane, in un ritmo serrato di immagini riprese dal direttore della fotografia Ron Fricke &#8211; che ci ricordano quelle del grande fotografo brasiliano Sebasti\u00e3o Salgado &#8211; e scandite con impressionante precisione dalla musica, cinematica per antonomasia, di Philip Glass. Ne restiamo praticamente ipnotizzati, e venirne fuori \u00e8 come emergere da un sogno.<\/p>\n<p>Per la sua originalit\u00e0 questo <em>cult film<\/em> sembra uscire dalle categorie tradizionali. Certo non \u00e8 un esempio di <em>fiction<\/em> (anche se ha la forza di attanagliarci di fronte allo schermo ancor pi\u00f9 di un dramma sentimentale o di un <em>thriller<\/em>), ma esiterei anche a chiamarlo un documentario, a cui peraltro sembrerebbe avvicinarsi, se definizioni di tale termine comprendono: \u201cUn film che si propone di illustrare fatti, avvenimenti, luoghi, tratti direttamente dalla realt\u00e0, a scopo divulgativo o didattico\u201d e \u201cun film, di qualsiasi lunghezza, girato senza esplicite finalit\u00e0 di finzione, e perci\u00f2, in generale, senza una sceneggiatura che pianifichi le riprese\u201d. Forse dovremo accontentarci di chiamare <em>Koyaanisqatsi<\/em> un progetto collaborativo sperimentale, un mosaico in movimento inventato da un cineasta visionario che vuole aiutarci a ri-vedere e ri-sentire la normalit\u00e0 da una prospettiva diversa. Un film, come afferma Reggio in un\u2019intervista, che non ambisce a dare risposte, ma solo a mettere lo spettatore nella posizione di fare domande \u2013 assolutamente non didattico, ma autodidattico. Siamo, ci dice, in una fase di \u201csaturazione di immagini\u201d, e questo significa che abbiamo una grande opportunit\u00e0 di riconsiderare dove siamo e chi siamo e cosa vogliamo, un momento bellissimo in cui cercare di dare un nuovo nome al mondo.<\/p>\n<p>Nel 1976 il comico Americano Mel Brooks diresse un film muto dall\u2019originale titolo Film muto [<em>Silent Movie<\/em>]. Ad un intervistatore che gli chiese alla televisione che senso avesse fare negli anni \u201970 un film senza parole, Mel Brooks rispose: \u201cChe senso pu\u00f2 avere parlare di un film senza parole?\u201d Faccio qui riferimento a questo divertente episodio perch\u00e9 mi sono chiesto che senso possa avere parlare del film muto sul quale sono stato gentilmente invitato dal Prof. Nesci a condividere con voi le mie osservazioni.<\/p>\n<p>Potrete giustamente obiettarmi che <em>Koyaanisqatsi <\/em>non \u00e8 letteralmente muto, tutt\u2019altro: la straordinaria musica minimalista di Philip Glass (composizione peraltro anche corale, ma senza altre parole che quella del titolo del film, ripetuta pi\u00f9 volte da una voce basso-profonda) regala allo spettatore un\u2019esperienza niente affatto silenziosa \u2013 una colonna sonora altrettanto importante della fotografia di Ron Fricke, con cui si abbraccia perfettamente. Ricordo qui che Philip Glass \u00e8, insieme a John Adams, il massimo esponente del linguaggio \u2018minimalista\u2019 di composizione, caratterizzato (come sentirete guardando il film) da semplici strutture armoniche fortemente ritmiche, ripetute molte volte di seguito con poche variazioni. Ebbi la fortuna di incontrarlo nel 1997 in occasione del suo sessantesimo compleanno, quando col mio coro cantammo al <em>Royal Festival Hall<\/em> di Londra alla sua presenza alcuni brani dalla sua opera <em>Satyagraha <\/em>sulla vita di Gandhi e sulla sua idea della non violenza.<\/p>\n<p>Ma, insomma, nel film nessuno parla, e mi chiedo se parlarne io, qui con voi, non rischi di interferire con quell\u2019eccezionale universo visivo ed auditivo in cui il film qui proposto ci invita ad immergerci. In un\u2019intervista Reggio afferm\u00f2 che la sua scelta di non servirsi di dialogo o di commento parlato nei suoi film era dovuto non a un suo disdegno generalizzato del linguaggio, ma alla sua convinzione che \u201cil nostro linguaggio si trova in uno stato di vasta umiliazione. Non descrive pi\u00f9 il mondo in cui viviamo\u201d.<\/p>\n<p><em>Koyaanisqatsi<\/em>, ci viene spiegato nei titoli di coda, \u00e8 una parola Hopi che pu\u00f2 essere resa in vari modi: \u201c<em>crazy life<\/em> (vita folle); <em>life in turmoil<\/em> (vita tumultuosa); life out of balance (vita squilibrata); <em>life disintegrating <\/em>(vita in disintegrazione); <em>a state of life that calls for another way of living<\/em> (un modo di vivere che richiede di essere cambiato). La decisione del regista di chiamare i suoi film con parole del linguaggio degli Hopi, cio\u00e8 di una societ\u00e0 indigena con una cultura orale primaria raffinata, sembra essere un riferimento nostalgico, e forse anche un poco ingenuo, ad un passato pi\u00f9 a contatto con la natura e con la nostra umanit\u00e0 originale, prima della perversione esaltata dallo sviluppo industriale e tecnologico. Aggiungerei che l\u2019utilizzo continuo da parte del fotografo del film di immagini rallentate o accelerate (servendosi di sofisticati effetti <em>slow-motion<\/em> e <em>time-lapse<\/em>) sembra sottolineare che non abbiamo davvero controllo finale su quello che facciamo \u2013 o su chi siamo.<\/p>\n<p>Ma io, del titolo del film suggerirei un po\u2019 provocatoriamente una traduzione alternativa: \u201cIl disagio della civilt\u00e0\u201d. Il riferimento \u00e8 al titolo della celebre opera di Freud del 1929 in cui il fondatore della psicoanalisi si stupisce che \u201cgran parte della colpa della nostra miseria va[da] addossata alla nostra cosiddetta civilt\u00e0\u2026 Gli uomini hanno compiuto progressi straordinari nelle scienze naturali e nell\u2019applicazione tecnica di queste scienze, rafforzando il loro dominio sopra la natura in un modo prima inimmaginabile\u2026 [ma] questo assoggettamento delle forze della natura che appaga un\u2019aspirazione vecchia di migliaia di anni, non\u2026 li ha resi, stando alle loro sensazioni, pi\u00f9 felici\u201d (pp. 377-79). Perch\u00e9? I due scopi della civilt\u00e0, scrive Freud, sono \u201cproteggere l\u2019umanit\u00e0 dalla natura e regolare le relazioni degli uomini tra loro\u201d (p. 580). Il passo decisivo verso la civilt\u00e0 sembra essere \u201cla sostituzione del potere della comunit\u00e0 a quello del singolo\u201d (p. 585). \u00c8 perch\u00e9 la civilt\u00e0 impone grandi sacrifici sia alla sessualit\u00e0 che all\u2019aggressivit\u00e0 degli uomini, dice Freud, che costoro stentano a trovare in essa la loro felicit\u00e0; \u00e8 per \u201cun po\u2019 di sicurezza [che] l\u2019uomo civile ha barattato una parte della sua possibilit\u00e0 di felicit\u00e0\u201d (p. 602). \u201cIl significato dell\u2019evoluzione civile\u201d, conclude Freud, \u201cindica la lotta tra Eros e morte\u201d (p. 609).<\/p>\n<p>Vorrei qui fare riferimento anche a quello che \u00e8 considerato dai critici come l\u2019ultimo grande film muto: il capolavoro chapliniano Tempi moderni [<em>Modern Times<\/em>] (uscito nel 1936), alcune scene del quale possono essere viste come anticipatorie di quelle del film di Reggio; in un linguaggio affatto diverso, entrambe le pellicole sembrano avvertirci che anche l\u2019uomo, con le sue scoperte scientifiche e la sua civilt\u00e0 e tecnologia di macchine impazzite, \u00e8 dopo tutto parte intrinseca della natura. Interrompendo la frenesia esaltata di masse umane in movimento, la macchina da presa si ferma per lunghi istanti su uomini e donne ritratti in primo piano, quasi a ricordarci che le folle sono costituite da individui, che anch\u2019io e tu e lui e lei, non soltanto loro, ne facciamo parte. Allora non ha senso contrapporre la natura incontaminata di montagne e praterie, ghiacciai e oceani, all\u2019<em>homo sapiens <\/em>che sempre pi\u00f9 li contamina, ma cercare di comprendere come siamo arrivati a questo punto, forse di non-ritorno. Senza poter pi\u00f9 nasconderci, come tendiamo comunque ancora a fare, che quella del Ventunesimo secolo \u00e8 un\u2019umanit\u00e0 che si sta avvicinando, e molto pi\u00f9 rapidamente oggi che all\u2019uscita del film di Reggio quarant\u2019anni fa, all\u2019incombente disastro ecologico causato dalla sua stessa avidit\u00e0, all\u2019irreparabile degrado del suo ambiente naturale, infine alla propria autodistruzione.<\/p>\n<p>In una recente intervista Reggio ha espresso la sua profonda preoccupazione con estrema chiarezza: \u201cIl prezzo che paghiamo per il conseguimento della felicit\u00e0 tecnologica\u201d, afferm\u00f2, \u201c\u00e8 la distruzione di tutto quello che ci circonda\u201d. Una conclusione con risvolti apocalittici, illustrata verso la fine del film dalla drammatica sequenza di un razzo che, poco dopo essere partito dalla rampa di lancio, esplode nel cielo; la macchina da presa segue, per un tempo che sembra non finire mai, il detrito spaziale ed il fumo bianco della scia lasciata dal motore in fiamme\u2026 prima di riportarci, e qui possiamo forse tirare un respiro di sollievo, dentro la caverna dipinta con figure umane primitive, della scena iniziale.<\/p>\n<p>Quasi un secolo \u00e8 trascorso dalla pubblicazione del saggio di Freud, e quarant\u2019anni dall\u2019uscita del capolavoro di Godfrey Reggio. Non possiamo evitare di aggiornare le parole dello psicoanalista e le immagini del cineasta alla nostra profonda preoccupazione contemporanea riguardo al futuro del nostro ambiente. Quella \u201clotta tra Eros e morte\u201d nel testo freudiano, e quel contrasto fra le straordinarie sequenze cinematografiche di una natura grandiosa e ancora vergine nella prima parte del film e, nella seconda parte, il frenetico agitarsi, all\u2019incrocio fra ordine ossessivo e caos, di uomini e macchine, sono oggi espressione del nostro paralizzante conflitto fra il bisogno di fare di tutto per salvare in qualche modo il mondo (e con esso noi stessi) dalla distruzione totale, illudendoci che non sia gi\u00e0 troppo tardi, e la generale impotenza ad agire nell\u2019insensata speranza che siano gli altri ad assumersene la responsabilit\u00e0. Il filosofo Vinci sar\u00e0 concorde che queste sono domande che non possiamo evitare di porci e risposte che non possiamo evitare di cercare.<\/p>\n<p><strong>Nesci<\/strong>: Ti ringrazio Andrea, e vorrei ricordare una storia che abbiamo pubblicato di recente sulla nostra rivista telematica <em>Doppio Sogno<\/em> con delle immagini molto suggestive (Nesci D.A. e Nesci F.A., 2022). Si tratta di un racconto antico che \u00e8 stato ripreso da Paulo Coelho ne <em>L\u2019Alchimista<\/em> e narra di un ebreo che vive a Cracovia e fa un sogno. Sogna che vicino ad un ponte, a Praga, sotto ad un albero, \u00e8 sepolto un tesoro. Il sogno \u00e8 cos\u00ec vivo che prepara il cavallo e parte per andare da Cracovia a Praga con il piccone e la pala per vedere se c\u2019\u00e8 davvero il tesoro che ha sognato. Con grande sorpresa trova il ponte e l\u2019albero uguali a quelli che ha sognato e si mette a scavare. Attira l\u2019attenzione delle guardie che vanno l\u00ec e lo arrestano. Il comandante delle guardie chiede cosa stesse facendo e lui risponde \u201cho fatto un sogno\u201d e glielo racconta. Il comandante si mette a ridere e gli d\u00e0 dell\u2019ingenuo ma aggiunge anche: \u201cti voglio raccontare una cosa: anch\u2019io stanotte ho fatto un sogno! E ho sognato che a Cracovia c\u2019era un ebreo e che nella cantina della sua casa c\u2019era una cassa con dentro tante monete d\u2019oro. Ma io non sono cos\u00ec folle da andare a cercare un ebreo a Cracovia\u201d. Il comandante rilascia lo straniero sconosciuto che lo ringrazia e corre a casa sua e cerca nella sua cantina la cassa\u2026 e la trova\u2026 e dentro trova il tesoro.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il senso del racconto? \u00c8 che solo attraverso un viaggio e attraverso il sogno dell\u2019altro che abbiamo la possibilit\u00e0 di recuperare un tesoro che \u00e8 gi\u00e0 dentro di noi ma che abbiamo perduto e non sappiamo come recuperare.<\/p>\n<p>Le antiche comunit\u00e0 valorizzavano tantissimo i sogni, perch\u00e9 potevano sciogliere nodi intricati, farci capire qualcosa di nuovo e trovare speranza.<\/p>\n<p><strong>Sabbadini<\/strong>: Ricordiamoci per\u00f2 che al mondo dei sogni appartengono anche gli incubi e anche questi possono arricchire le nostre rappresentazioni del mondo; quindi, bisogna fare attenzioni anche alle parti pi\u00f9 angosciose dei sogni. Vedendo il film di Reggio sono rimasto colpito ma anche turbato. C\u2019\u00e8 qualcosa di genuino che il regista tende a rappresentare, anche grazie ai molti collaboratori necessari. Collaborazione necessaria anche nella storia che hai raccontato: \u00e8 solo nella condivisione dei sogni che si riesce a capire\u2026<\/p>\n<p>Domani sicuramente ci saranno sogni interessanti, mi \u00e8 capitato con gli allievi della Scuola SIPSI con cui facciamo con Domenico ogni anno queste esperienze di <em>guided social dreaming<\/em> di individuare tratti in comune tra i sogni stimolati dalla visione di un film, come se questi sogni appartenessero ad una comunit\u00e0 immaginaria.<\/p>\n<p><strong>Nesci<\/strong>: Mi ha colpito il silenzio del Prof. Vinci, ma forse ha un significato dato il film muto che andiamo a presentare. Mi limito a consigliare a tutti di scriverselo il sogno appena fatto e non fidarsi della propria memoria. E lascio a Paolo la parola per un breve pensiero\u2026<\/p>\n<p><strong>Vinci<\/strong>: Ritengo che l&#8217;aspetto filosoficamente pi\u00f9 rilevante possa consistere nell&#8217;interrogarsi sulla tensione fra il tempo ciclico della natura e la temporalit\u00e0 lineare dell&#8217;esistenza umana e della storia. Il film ha un andamento circolare, ripropone alla fine ci\u00f2 che era apparso all&#8217;inizio e sembra come avvolgere la condizione dell&#8217;uomo, il suo tendere incessantemente in avanti senza una precisa finalit\u00e0 e un senso ultimo. Restano cos\u00ec aperte le domande di fondo sul nostro essere nel mondo.<\/p>\n<p>Vorrei sottolineare inoltre che non siamo davanti a un film che si oppone in modo schematico e unilaterale alla tecnologia, in nome della natura incontaminata. Il suo stesso linguaggio \u00e8 il risultato di precise scelte tecniche, come l&#8217;uso di accelerazioni e rallentamenti. In particolare, il ricorso a un nesso inscindibile fra le immagini e la musica, che costituisce il tratto pi\u00f9 specificamente significativo del film, offre una costruzione ritmica di notevole effetto, che qualcuno ha definito un &#8220;mosaico in movimento&#8221;.<\/p>\n<p>Infine, non credo che si tratti di un&#8217;opera catastrofista, nonostante la scena di grande impatto dell&#8217;esplosione del razzo venga quasi a proporsi come la chiave interpretativa del film. Trovo che nel lavoro di Reggio e nella sua poetica vi siano diverse spie che rimandano a un&#8217;istanza di liberazione, alla ricerca di una via di uscita dalla condizione in cui ci troviamo. La bellezza estetica di alcune riprese di grattaceli \u00e8 gi\u00e0 un primo passo verso un&#8217;attenuazione del rifiuto della modernit\u00e0, ma, a mio avviso, \u00e8 nei primi piani dei volti colti nella folla che emerge l\u2019indicazione della profondit\u00e0 dell&#8217;umano e l&#8217;istanza della sua salvaguardia. Qui troviamo forse la traccia di una trascendenza possibile oltre l&#8217;orizzonte chiuso del presente e verso nuove forme di esperienza della coscienza.<\/p>\n<p><strong>Nesci<\/strong>: Un\u2019ultima rassicurazione: anche se il sogno vi sembra dica cose personali, noi lo ascolteremo cercando qualcosa che parli a tutti, perci\u00f2, non abbiate timore di raccontarlo. Lavoriamo sul sogno da un punto di vista collettivo, come un gruppo che sta insieme e condivide non solo timori e speranze ma anche i sogni dei suoi membri.<\/p>\n<p><strong>Sabbadini<\/strong>: Buona visione! Mi aspetto un incontro molto creativo, penso che Reggio sarebbe molto interessato!<\/p>\n<p><strong>Marco Mascioli<\/strong>: A domattina! Buoni sogni a tutti!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><strong>II parte: mattina del 16 ottobre 2022.<\/strong><\/h5>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Marco Mascioli<\/strong>: Buongiorno, questa sar\u00e0 un\u2019esperienza di <em>social dreaming<\/em> guidato. Vi presento il prof. Paolo Vinci che con il prof Domenico Arturo Nesci condurr\u00e0 questo incontro. Il prof. Vinci \u00e8 un filosofo, ha insegnato alla Sapienza, ed \u00e8 docente di Antropologia e di Antropologia Filosofica presso la SIPSI di Roma.<\/p>\n<p><strong>Nesci<\/strong>: Potete raccontare i sogni di stanotte, fatti dopo aver visto il film. Chi ha un primo sogno \u00e8 invitato a condividerlo.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 1<\/strong>: Buongiorno, il film mi ha dato una forte ansia anche per la tecnica e la musica. Pensavo di fare un incubo stanotte, invece il sogno \u00e8 stato molto energetico. Ero su un grande grattacielo strutturato come il giardino verticale di Milano. Non c\u2019erano le piante. Io partecipavo ad una caccia al tesoro dove dovevo superare delle prove. E dovevo scendere senza corde ma solo saltando da un balcone all\u2019altro, io ho paura dell\u2019altezza di solito. Invece l\u00ec mi sono detta che ce la dovevo fare. Mi sentivo l\u2019energia come se fossi allenata ad uno sport estremo e sono riuscita a scendere. E mi \u00e8 venuta un\u2019emozione grande: sei riuscita a superare una tua paura! Ed \u00e8 stata un\u2019emozione gioiosa. Poi dovevo andare in un dedalo di vie che erano spezzettate perch\u00e9 erano in mezzo ai palazzi. Poi sono uscita su una grande strada e alla fine io sapevo che c\u2019era l\u2019indicazione per la nuova prova. Solo che a met\u00e0 strada mi sono svegliata.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 2<\/strong>: i miei sogni si ricollegano sia al film di ieri sera sia al sogno della mia collega perch\u00e9 avevo una prova ovvero iscrivermi alla scuola del prof. Nesci. Io dovevo scendere da un albero. Ho fatto 3 sogni, la notte \u00e8 stata piuttosto agitata, per me \u00e8 stato ipnotico come film e mi ha preso molto. Il primo inizia con me che dovevo iscrivermi alla scuola ma mi accorgo che qualcosa non era stato fatto per bene ed era scaduto il tempo per iscrivermi. Cos\u00ec inizio a cercare di capire come fare. Sono nella mia stanza ma anche all\u2019universit\u00e0 con una mia collega che cerca di impedirmi di parlare con il prof per dirgli che non ero iscritta. Questa ragazza aveva in mano un coltello ma mi rendo conto che \u00e8 una specie di strega spalleggiata da un gruppo di uomini in giacca e cravatta e ha fatto una sorta di sortilegio per non permettermi di iscrivermi.<\/p>\n<p>La seconda parte \u00e8 sul tema dell\u2019acqua perch\u00e9 nel film nel momento della navicella nello spazio lo vedevo come un bambino nel grembo. Mi trovo su una spiaggia e c\u2019era un mare e questo mare ricopre delle tombe scavate nel terreno vuote. Mi rendo conto che c\u2019\u00e8 anche la mia che \u00e8 tra quelle pi\u00f9 basse e penso: \u201cho avuto pi\u00f9 tempo ma non l\u2019ho saputo usare\u201d. Mi sveglio e mi domando: \u201cdove nascondiamo la morte e la vita? In quel buco che \u00e8 talento umano e divino\u201d.<\/p>\n<p>Altro sogno, tema acqua, so gi\u00e0 che sta per arrivare questa acqua e io mi arrampico su un albero e questo viene sempre pi\u00f9 scosso e rischio di cadere. Poi c\u2019\u00e8 mia nonna che \u00e8 una maga e ha usato 3 scope, una di queste \u00e8 di vischio secco (che ha un significato particolare per lei). Nel terzo sogno ritorna il non riuscire ad iscrivermi alla scuola.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 3<\/strong>: Buongiorno, premetto che ho sognato tantissimo. Ho avuto una sensazione di forte inquietudine e ho trovato diversi collegamenti con le mie colleghe che hanno parlato prima. Nel primo sogno mi trovo in una stanza da letto con una donna brasiliana. Quando mi sveglio mi accorgo che \u00e8 il primo dell\u2019anno cos\u00ec capisco che ho trascorso Capodanno l\u00ec da sola. Poi partiamo e a un certo punto mi ritrovo in un prato con due signore che conosco e guardiamo una piantina dell\u2019Italia ed \u00e8 segnato il percorso di un treno a vapore. Leggo il nome di due citt\u00e0: Fontanafredda e Mantova. Questo tragitto mette in evidenza questo percorso ma mi accorgo che non sono nella posizione giusta ma sono spostate al centro Italia. Io continuo ad avere fame e mi chiedo perch\u00e9 non ci siamo fermate a fare colazione. Vedo un collegamento con la caccia al tesoro della prima sognatrice, ovvero qualcosa che stiamo cercando.<\/p>\n<p>Il secondo sogno \u00e8 molto pesante. Ho sognato che c\u2019era una ragazza che si voleva suicidare e me lo dice una ex compagna di liceo. Io cerco un foglio dove possa scrivere i motivi che la spingono a fare questa cosa ma faccio fatica a trovarlo. Mi d\u00e0 una sensazione di farla desistere da questo intento e di salvarla.<\/p>\n<p>Un terzo sogno non lo ricordo bene, ricordo delle tombe e un ragazzo che seminava degli occhiali gialli lungo la strada e gli chiedo cosa fa e lui risponde \u201coggi mi sposo sto preparando il percorso\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 4<\/strong>: Io sar\u00f2 breve, \u00e8 un frammento di sogno molto angosciante. Il film mi ha creato ricordi angosciosi dell\u201911 settembre. \u00c8 una scena distopica, mi ritrovo davanti casa della mia infanzia con il mio amico e ci troviamo nella mia auto e questo amico se ne va, mi lascia da sola e in quel momento entrano 3 doberman molto aggressivi e diventano mano a mano sempre pi\u00f9 umani e mi mordono le mani. In qualche modo riescono ad attivare l\u2019auto e partono quindi mi rapiscono, mi ricordo che arriviamo quasi all\u2019autostrada. Ricordo che riesco a mollare il loro morso, so che in qualche modo li ho dissuasi dalla violenza in atto. Ho scritto un romanzo anni fa e c\u2019erano degli uomini lupo quindi ho visto un parallelismo con questi cani antropomorfizzati.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 5<\/strong>: io mi trovavo in un luogo non luogo con orologi tutti fermi all\u2019ora della mia nascita: 9.45. L\u2019atmosfera era ovattata autunnale con nebbia, appena si dirada vedo del cibo galleggiare nell\u2019aria, mi ha ricordato Dal\u00ec o Magritte. Tutto il cibo vola verso l\u2019alto e anche l\u2019acqua va verso il cielo. Tutto \u00e8 senza gravit\u00e0 tranne me. E ho una penna e penso che dovrei scrivere queste cose che stanno accadendo. C\u2019\u00e8 solo tanto silenzio e lo trovo molto strano. Cerco persone o altri esseri ma niente. Guardo i miei piedi e sono scalza e sono bianchi per il freddo. Poco avanti ci sono dei piedi di un gorilla che sta piangendo e non mi nota. Le nuvole si trasformano in fumo e fatico a respirare e arrivo in una caverna. Trovo tantissime libellule e un lupo che dormiva all\u2019ingresso, io non ho paura e penso che se si sono rifugiati qui seguo loro. Vedo altri animali l\u00ec (\u00e8 sottoterra). Fuori sembra esserci l\u2019apocalisse, ci sono esplosioni e suoni forti. Vengo accolta dagli altri animali e c\u2019\u00e8 cibo e acqua. Mi chiedo perch\u00e9 non ci sono esseri umani poi capisco che anch\u2019io sono un animale ho le ali e le zanne. Poi penso dov\u2019\u00e8 mio figlio? E lo vedo insieme ad un panda che dorme ma era ricoperto da una pelliccia bianca. Vedo un muro con su scritto \u201cmetamorfosi\u201d come se fosse necessario per sopravvivere e mi sveglio con la frase \u201cil mondo ha bisogno di geni mentali o di igiene mentale?\u201d<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 6<\/strong>: Io ho dei sogni <em>flash<\/em>, quasi immagini. Uno di stare a guardare questi lunghi spazi come il deserto o il mare. Un altro che da piccola correvo e gridavo e mi divertivo con i miei compagni.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 7<\/strong>: Sono a Milano, \u00e8 un sogno in bianco e nero. Sono per strada, atmosfera cupa anche se \u00e8 mattina. C\u2019\u00e8 un\u2019alluvione in atto. Non riesco ad attraversare la strada e dei camion mi infradiciano. Mi riunisco al gruppo finalmente e riconosco un ex docente di scuola di psicoterapia psicoanalitica, Antonio. Capisco che \u00e8 un workshop che si sta svolgendo, \u00e8 strano e ho disagio. Camminiamo. Arriviamo al Duomo nei pressi del mio studio. Arriviamo in un punto dove sembra ci siano tombe e dico \u201cqui \u00e8 stato girato un film ma non ricordo il titolo. Qui c\u2019era il mio studio ma ho dovuto lasciarlo\u201d quasi piango. Faccio fatica a lavorare in coppia con gli altri del gruppo e alla fine Antonio lavorer\u00e0 con me. C\u2019\u00e8 piacere, imbarazzo, seduzione. Una ragazza viene a muso duro verso di me e mi d\u00e0 la colpa di essere una strega e di averle fatto perdere il figlio che \u00e8 un gatto bianco o un coniglio bianco. Qui c\u2019\u00e8 l\u2019unico colore del sogno ovvero l\u2019abito rosso di questa ragazza.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 8<\/strong>: Io ho due cose in comune con Marilena, il bianco e nero e il nome Antonio. Il film ha avuto un effetto ipnotico su di me e mi \u00e8 sembrato di avere colpi di sonno e sognavo qualcosa. Ricordo due scene. Eravamo in viaggio io e mio marito che si chiama Antonio e altre 2 coppie. Tutto un po\u2019 tetro. Il viaggio si stava concludendo e io e un\u2019altra donna volevamo fare una doccia prima di ripartire. Aspetto di entrare in un appartamento dove avevamo alloggiato. Mentre aspettiamo eravamo nude. Lei e Antonio iniziano a baciarsi e avere atteggiamenti pi\u00f9 intimi. Antonio mi guarda, io non reagisco. Dopo questo bacio continuano nelle loro effusioni. Decido che da quel momento in poi non avrei pi\u00f9 parlato. La donna che aspettavamo esce ed \u00e8 incinta, mentre esce aprono una porta dietro di noi e una donna ci dice che il tempo \u00e8 scaduto. La donna consente di farci lavare ma spalanca tutto e anche un\u2019altra porta con accesso ad un negozio tipo supermercato. Entro nel bagno, esco e non vedo pi\u00f9 nessuno dei miei compagni di viaggio, mi rimane solo un senso di solitudine. Mi ha colpito questa mia decisione di non parlare pi\u00f9 e questa donna incinta e la porta sul negozio.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 9<\/strong>: Il film non mi \u00e8 piaciuto tanto e l\u2019ho trovato inquietante. Mi sono segnata di aver sognato un mostro che mi voleva uccidere. Con 2 teste e un collo senza testa sopra. Mi chiedeva se mi poteva inglobare il che mi inquieta molto. Al risveglio mi sono ricordata che una mia paziente mi aveva fatto vedere un acchiappasogni e mi sono andata a studiare le leggende e ho scoperto che servono a trattenere i sogni positivi (la parte della ragnatela) e lasciar andare i negativi (la parte delle piume). Mi ha inquietato vedere le cose mandate indietro nel film e poi ho capito che ha un significato. Perch\u00e9 se succede questo accade quest\u2019altro. Le profezie degli Hopi mi hanno colpito molto tra cui una frase sulle ragnatele.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 10<\/strong>: \u00c8 successa una cosa strana ieri, pensavo di avere il link ma non lo avevo incollato e ho ricercato allora il film e mi sono resa conto che stavo vedendo il film al contrario. Il film non lo so dire se mi \u00e8 piaciuto, non lo volevo vedere avevo paura mi avrebbe turbata troppo. Ma poi mi ha dato meno fastidio di quello che pensavo. Il mio sogno ha elementi in comune con gli altri. Ero in un autobus con mio marito e 7 figli. Dobbiamo scendere cos\u00ec li chiamo per scendere, scavalco delle sedie e dico di scendere. Trovo una delle figlie che poteva avere 5 anni che parlava con una signora e mi dava una brutta impressione (tipo strega) e le diceva di tenersi con s\u00e9 quello che le aveva dato. Scendiamo dall\u2019autobus e c\u2019era davanti un\u2019altra signora che si mette a parlare con un&#8217;altra figlia che inizia a piangere e mi chiede di farla smettere. Io cerco di mandarla via e consolo mia figlia (\u00e8 malata di mente le dico) e questa signora sente quello che ho detto, si infuria e torna da noi e mi tira una scarpa. Entro nel negozio e dico a qualcuno che dobbiamo fare un TSO a quella signora. Fuori iniziano ad esserci tantissime persone tra cui anche degli assassini, io non so pi\u00f9 dov\u2019\u00e8 mio marito e i miei figli. Una mia amica riesce ad entrare nel negozio, ma da fuori una mano riesce ad entrare e prende la mia amica sulla bocca, lei si libera. Sento un rumore forte e mi sveglio. Ho fatto tanti sogni in realt\u00e0. In alcuni c\u2019erano numeri in altri [delle] scritte, un altro era di notte e un uomo era bloccato con la macchina perch\u00e9 c\u2019era una zebra.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 11<\/strong>: Faccio una premessa, sono di indirizzo etnoantropologico e faccio ricerca sul campo. Durante il film cerco di estraniarmi da ci\u00f2 che vedo. Ho fatto 3 sogni. I primi 2 non li ricordo. Ero al mare in vacanza, a Terracina. Su una strada a passeggio con una bambina che \u00e8 probabilmente mia sorella ma lei ha 4 anni. Il sogno \u00e8 color sabbia tranne il colore del vestito della bambina che \u00e8 rosato. [Interruzione audio \u2013 riprende dopo] Chiedo alla bambina se vuole un gelato, lo prendiamo. la bambina \u00e8 contenta e riprendiamo a camminare. Si fanno le 8 e la bambina vuole di nuovo il gelato dove lo avevamo preso prima ma \u00e8 tutto chiuso. Entriamo in un tabaccaio e le prendo delle caramelle ma rimane imbronciata. Una signora la vede e chiede alla bambina cosa c\u2019\u00e8 che non va. Non ci siamo mai lasciate la mano per tutto il tempo e alla fine riprendiamo la nostra strada.<\/p>\n<p><strong>Sognatore n. 12<\/strong>: Quando ho iniziato il film ho pensato a Pompei e al concerto dei <em>Pink Floyd<\/em> a Pompei e ricordi di una visita recente che ho fatto. Ho 2 sogni: nel primo ero in un paese dove andavo da piccolo, ero con un gruppo di persone e c\u2019era un adulto e ci dice che dobbiamo passare in un passaggio sotterraneo e poi scopro che in tasca ho una torcia. Cominciamo a scendere e l\u00ec mi sveglio.<\/p>\n<p>Altro sogno, dall\u2019altra parte del tunnel, c\u2019\u00e8 un gatto su un ramo in una posizione innaturale, sembra un corvo. La sensazione di inquietudine \u00e8 passata e c\u2019\u00e8 meraviglia.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 13<\/strong>: Ho diversi flash, il primo perdo la macchina e la cerchiamo con la mia amica e le dico di non preoccuparsi e la tranquillizzo. Le dico di rallentare. Poi siamo in una stanza con diversi professori di scuole di specializzazione e piantano davanti a noi delle piante finte. Ci dicono che dobbiamo proteggere queste piante. Io decido di proteggerle ma dei colleghi iniziano a litigare per queste piantine. I prof ci dicono che \u00e8 un gioco e ci dobbiamo rilassare. Poi c\u2019\u00e8 un lupo che \u00e8 cattivo e mi spavento. Torno indietro e avverto gli altri. Arriva il lupo ed \u00e8 diventato un cucciolo allora i colleghi pensano che l\u2019ho fatto per imbrogliarli. Mi ha colpito la presenza del lupo che anche altri hanno sognato. Il film \u00e8 affascinante e fuori dal tempo.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 14<\/strong>: Vedere il film \u00e8 stata un\u2019esperienza incredibile. C\u2019\u00e8 stata la meraviglia e l\u2019inquietudine, la musica dava coerenza narrativa. Mi ha colpito la modernit\u00e0 di questo film ovvero che il tempo prospettico fosse raccontato a ritroso. Mi ha colpito una scena in cui si vedeva il cartello \u201c<em>gran illusion<\/em>\u201d che si dissolveva e poi c\u2019era un cartello con la scritta \u201c<em>real<\/em>\u201d che non era in dissolvenza. Nel mio sogno vedevo una villetta americana bianca con una striscia davanti e c\u2019erano una donna con vicino un bambino e una bambina di 4\/5 anni. A un certo punto accanto a loro la terra sprofondava come se si aprisse una voragine e loro rimanevano fermi su questa zolla di terra.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 15<\/strong>: Ho in mente 3 immagini di stanotte, una a cartone animato di un indiano con una fascia sulla fronte nera che occupa tutto lo schermo e afferra e stritola dei martelli che erano gli stessi del film <em>The Wall<\/em> dei Pink Floyd. La seconda immagine \u00e8 un libro con una copertina un po\u2019 rovinata che si apre e c\u2019\u00e8 un pennino che scrive ma man mano le parole si cancellano. La terza immagine ci sono io che scendo le scale ed entro in un cunicolo nero; rispetto a questo sogno mi sono poi ricordata di un altro sogno fatto dove mi trovavo a Genova in un teatro e vedevo mia cugina salire una scala di marmo, io entravo nel teatro e in una stanza c\u2019era un piccolo presepe, ma era Pasqua non Natale, accanto c\u2019era una porta. Apro la porta e scendo le scale, continuo a scendere e trovo una caverna e c\u2019\u00e8 un fuoco che si autoalimenta e penso \u201cquesto \u00e8 il sacro\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 16<\/strong>: Il film mi creava un\u2019ansia profonda e mi sono dovuta dire \u201cquesta \u00e8 la rappresentazione di quello che stiamo vivendo\u201d per rasserenarmi. La sensazione onirica \u00e8 un sogno flash: so di essere in mezzo a un gruppo di persone ma che non vedo. Una signora mi dice \u201cora ti devi mettere questo cappello\u201d che \u00e8 un turbante (simile). Poi mi sveglio.<\/p>\n<p><strong>Sognatore n. 17<\/strong>: Mi ricordo 2 sogni. Nel primo mi fermo in autogrill e scopro che ci lavora mio fratello. Arriva la proprietaria dell\u2019autogrill mentre aspetto che sia pronto il mio menu. Mi costringono a prendere una pizza. Io esco e vado alla macchina e vedo 3 persone di carnagione scura in giacca e cravatta che osservano una luce. E appare un cartello con scritto \u201cqui c\u2019\u00e8 Ges\u00f9\u201d. Io non mi fermo e riparto. Secondo sogno: sono in una sala col Signor Raspone e dice che qualcuno si \u00e8 sentito male dopo che ha raccontato un sogno. Io gli dico che ho provato lo stesso malessere ascoltando il sogno. Mi metto sul fianco e c\u2019\u00e8 Valerio Armenti (\u00e8 un ragazzo famoso sui <em>social<\/em>) e mi dice che sta facendo la scuola SIPSI.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 18<\/strong>: Io porto solo una porzione di sogno. Sono a Torino e devo prendere il treno Torino-Venezia. Per strada incontro 2 signore che conosco e dico che vado via. Una signora mi d\u00e0 il suo numero e va via velocemente e io quando trovo un foglietto per scriverlo l\u2019ho gi\u00e0 dimenticato. Parto ma la strada \u00e8 allagata, sembra Venezia. L\u2019acqua \u00e8 alta tipo 1.5mt. L\u00ec in mezzo c\u2019\u00e8 una macchina operatrice con braccia lunghe e chiedo agli operatori di aiutarmi a farmi passare. Lo fanno e uno dei due ci prova con me. Mi rendo conto che se devo prendere l\u2019autobus devo attraversare un altro canale. Mi aiutano e mi fanno pagare. Arriva l\u2019autobus e gli dico di aspettare. Prima era vuoto ora c\u2019era una gran ressa. L\u2019autista si \u00e8 fermato per curare un uccello ferito che sembra un tacchino senza penne. Noto che ha ferite sul corpo. Grazie alla sosta dell\u2019autista riesco a prendere il <em>pullman<\/em>. Riguardo al film mi ha colpito il camminare all\u2019indietro e la domanda che mi \u00e8 rimasta \u00e8 \u201cma si potr\u00e0 tornare indietro?\u201d ma so che si pu\u00f2 solo andare avanti con grande rammarico. Il film mi ha lasciato \u201crisolta\u201d in qualche modo e un certo equilibrio.<\/p>\n<p><strong>Sogatrice n. 19<\/strong>: Ho ascoltato per 5 minuti la musica la sera prima (venerd\u00ec sera) che mi ha lasciato una grande angoscia. Non ho sognato stanotte dopo il film, ma venerd\u00ec mentre ero in dormiveglia ho sognato la morte e mi guardava con un sorriso sarcastico e ho iniziato a tremare cos\u00ec tanto che mi sono svegliata. Il giorno dopo mi sono accorta, cercando su internet, che era uguale a quella dei tarocchi. A volte durante il film ho dovuto togliere delle immagini per difendermi un po&#8217; perch\u00e9 ero molto angosciata.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 20<\/strong>: Prima di ieri sera, qualche sera fa sono andata a vedermi il film ma rimasta interdetta perch\u00e9 non mi convinceva. Ma quella sera ho fatto un sogno. Sogno: sono in una piazza in alto, devo scendere gi\u00f9 e scendo dai tubi e dai tetti. Dei signori che sono sulle terrazze mi aiutano a tornare su ma resto appesa nel vuoto e mi cade tutto, la borsetta e vari fogli che avevo. Ieri sera me lo rivedo (il film) e sogno di nuovo. Sogno che sono col Dr Nesci in una stanza con tante persone dove il Dr Nesci dice che dobbiamo dare una ricetta a una signora. Cerchiamo di individuare nei volti di queste persone anziane quella che cerchiamo ma non la troviamo. Questi volti mi rimandano ai volti del film. Noi \u00e8 come se fossimo degli scanner che dobbiamo riconoscere le persone. Provo a scrivere sul computer ma non riesco perch\u00e9 la tecnologia \u00e8 molto avanzata.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 21<\/strong>: Non ho un sogno intero da portare ma frammenti del film, perch\u00e9 mi ha lasciato un po&#8217; di inquietudine ma ci sono vari frammenti del film che mi hanno ricordato la mia infanzia degli anni 80 e a quel sentimento che la catastrofe stava per arrivare. Come una danza, nel film, che direi universale\u2026 immagini e musica che dialogano e comunicano. Un grosso octopus mi ha colpito e mi ha ricordato un altro film. Altro film che mi ha ricordato \u00e8 stato <em>Matrix <\/em>per certi versi.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 22<\/strong>: il film l\u2019ho trovato affascinante magnetico e ipnotico. Mi ha attivata molto perch\u00e9 alle 4.45 sentivo di alzarmi ma dato che era presto mi sono messa a leggere un po&#8217; e ho ripreso sonno. E l\u00ec ho sognato, in bianco e nero. Mi trovo in un piazzale ampio, c\u2019\u00e8 un\u2019automobile con gli sportelli aperti come se dovesse partire a breve e vedo arrivare in lontananza i miei ex colleghi della scuola di specializzazione, sono 3, e c\u2019\u00e8 della tristezza nell\u2019aria.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 23<\/strong>: Pensavo di vedere il film ieri sera dopo aver visto il film <em>L\u2019Era glaciale 3<\/em> (film a cartone) e <em>Sapiens<\/em> (programma Rai) ma poi l\u2019ho visto stamattina prima di lezione. Era un po&#8217; inquietante e penso di averlo visto al contrario dalla morte alla rinascita. Mi ha colpito la scena dei <em>wurstel<\/em> e la scala mobile che mi ha fatto pensare agli allevamenti eccessivi e alla produzione continua&#8230; vedevo gli anni 80 come lenti; invece, mi ha fatto pensare che forse \u00e8 da l\u00ec che si \u00e8 velocizzato tutto. Vedere dal dopo la prima mi piace perch\u00e9 \u00e8 come prevedere qualcosa. Ho pensato che nel film mancava il mare e mancava un cimitero. Perch\u00e9 immaginavo tutte quelle persone nel film e pensavo anche alla fine. <em>Eros<\/em> e <em>Thanatos<\/em> insieme.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 24<\/strong>: Ho sognato di essere in un viaggio come in una centrifuga\/vortice che mi portava al centro della terra che io ho visto come se fosse disegnato su un foglio bianco. Ho avuto la sensazione di roteare e l\u2019ho associata al viaggio di Dante e ho provato terrore e curiosit\u00e0. Si sono formate delle forme di personaggi non definite. Poi ho pensato che il viaggio di Dante era altro e ho pensato di volerci stare in questo posto.<\/p>\n<p><strong>Nesci<\/strong>: Vorrei dare ora un senso a questi sogni. Avrete notato che c\u2019\u00e8 un ritorno di alcune tematiche: alluvione, acqua, cadere, catastrofe, madri, bambini, donne incinte, tombe, cimiteri.<\/p>\n<p>Tutto ci riporta alla catastrofe e anche alla meraviglia: \u201cterrore e curiosit\u00e0\u201d. La prima cosa che mi \u00e8 venuta in mente \u00e8 che nell\u2019anima segreta del film c\u2019\u00e8 un discorso non esplicitato che con i vostri sogni diventa manifesto, quello che c\u2019\u00e8 stata una catastrofe nell\u2019evoluzione della specie umana, ma anche con risvolti capaci di stupirci. In <em>Sapiens<\/em>, di Harari, nel 2011, viene ripresa una teoria che avevo gi\u00e0 preso sul serio in un mio libro [<em>La Notte Bianca<\/em>] del 1991: la teoria del dilemma ostetrico. Harari scrive che la \u201cmutazione dell\u2019albero della conoscenza\u201d diede origine alla specie <em>sapiens-sapiens <\/em>che era geneticamente diversa dalle specie umane precedenti.<\/p>\n<p>\u00c8 stato da poco letto il genoma umano e abbiamo scoperto che l\u20191% dei nostri geni vengono dall\u2019uomo di Neanderthal. Qual \u00e8 la caratteristica fondamentale di questa mutazione che, a mio modo di vedere, ascoltando i vostri sogni, aleggia nel film? Il passaggio alla stazione eretta. Un passaggio cruciale che ha prodotto cambiamenti interessanti ma anche opposti: la specie umana si \u00e8 alzata in piedi ma, in conseguenza di questo, sulle ossa del bacino \u00e8 caduto il peso della parte superiore del corpo, causando il progressivo restringimento delle ossa del bacino e quindi del diametro del canale del parto mentre le mani sono diventate libere dalla locomozione favorendo cos\u00ec l\u2019encefalizzazione e lo sviluppo degli emisferi cerebrali laterali. Questo avrebbe portato alla nascita del dilemma ostetrico, ovvero: \u201ccome far\u00e0 una donna con un canale del parto cos\u00ec stretto a partorire un bambino che ha una testa cos\u00ec grande?\u201d<\/p>\n<p>La mutazione dell\u2019albero della conoscenza ha prodotto l\u2019encefalizzazione umana, lo sviluppo degli emisferi cerebrali laterali, l\u2019ingrandimento del cervello e quindi del cranio\u2026 L\u00ec c\u2019\u00e8 stata la catastrofe. Il cimitero, che qualcuno ha nominato prima, \u00e8 nell\u2019inconscio del film\u2026 I nostri sogni hanno recuperato questo scenario preistorico\u2026 tantissime sensazioni arcaiche&#8230;<\/p>\n<p>Noi abbiamo rievocato una numinosa, meravigliosa ma terribile, catastrofe originaria\u2026 siamo tornati alle origini della capacit\u00e0 di pensare, alle mutazioni che hanno cambiato la specie umana. La possibilit\u00e0 di avere le mani libere ci ha consentito di inventare strumenti di creare culture\u2026 la scrittura\u2026 nei vostri sogni c\u2019\u00e8 una penna che scrive\/non scrive&#8230;<\/p>\n<p>Secondo le nostre ricerche degli anni Novanta (Averna et al. 1990) Prima le donne partorivano dopo 42 settimane e morivano&#8230; Oggi si partorisce a 40 settimane e la tendenza \u00e8 quella di partorire sempre prima per ridurre la possibilit\u00e0 di morire di parto. La specie \u00e8 cambiata e ha affinato la capacit\u00e0 di pensare e inventare nuovi strumenti tecnologici. Qui siamo di nuovo ad un bivio, la trasformazione\u2026 il rischio catastrofico\u2026 ci modifichiamo sempre pi\u00f9 e siamo gi\u00e0 mezzi bionici\u2026 lenti a contatto, protesi acustiche&#8230;<\/p>\n<p>Ci sono tanti spunti nei nostri sogni su metamorfosi e cambiamenti\u2026 e su come pilotare tutto questo&#8230;<\/p>\n<p><strong>Vinci<\/strong>: Vorrei esprimere un senso di gratitudine verso i sogni che avete presentato. Per me \u00e8 la seconda esperienza di questo tipo. Da un punto di vista filosofico non mi sembra possibile ricondurre la pluralit\u00e0 degli interventi a un senso complessivo; ci\u00f2 che ho ascoltato mi induce quindi a proporvi tre citazioni che rimandano alle mie esperienze di studio.<\/p>\n<p>La prima suona in questi termini: \u201claddove c\u2019\u00e8 il pericolo cresce anche la salvezza\u201d (si tratta di un verso di Friedrich H\u00f6lderlin ripreso da Martin Heidegger). Pur non volendo essere un film ideologico, l&#8217;opera di Reggio suggerisce implicitamente un modo diverso di rivolgerci alla natura e nello stesso tempo sollecita la ricerca di nuove forme di legame sociale. Mi sembra che i sogni di oggi manifestino, ognuno a suo modo, la spinta verso un&#8217;esperienza interumana pi\u00f9 ricca e appagante.<\/p>\n<p>La seconda citazione \u00e8 di Marx, il quale afferma nelle sue opere filosofiche giovanili: \u201cla natura \u00e8 il corpo inorganico dell\u2019uomo\u201d. Questo nesso compare in moltissimi sogni di oggi che presentano la porosit\u00e0 del confine fra noi e gli animali, l&#8217;istanza di una non chiusura in s\u00e9 stesso dell&#8217;umano, tanto in senso individuale che collettivo.<\/p>\n<p>La terza citazione consiste in un&#8217;espressione di Walter Benjamin, che a proposito della sua e ancor nostra contemporaneit\u00e0 parla di \u201cagonia raggelata\u201d. Siamo in un mondo che sembra andare verso la catastrofe, in un \u201cfinire\u201d che per\u00f2 resta tale, &#8220;non finisce&#8221;. La realt\u00e0 attuale appare come un orizzonte segnato dalla totale mancanza di un progetto di superamento.\u00a0 Tuttavia, non si tratta di rassegnarsi all&#8217;eterno ritorno dell\u2019uguale, ma sia nel film che nei sogni emerge sottotraccia non solo la ricerca di un &#8220;rifugio&#8221; che sia a misura di ciascuno nella sua unicit\u00e0, ma anche la capacit\u00e0 catartica di fare i conti con le proprie angosce e lo sforzo di un costante confronto con l&#8217;altro.<\/p>\n<p><strong>Nesci<\/strong>: Ridiamo la parola a voi\u2026<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 25<\/strong>: Mi ha coinvolto particolarmente questo film perch\u00e9 nel 2019 ho fatto un viaggio nel Nord Dakota e Wyoming nelle riserve indiane e abbiamo avuto la fortuna di approfondire la loro cultura nella quale non esiste come parola \u201cspazio\u201d e \u201ctempo\u201d, questa \u00e8 la loro realt\u00e0 che anche a me sta stretta spesso. Questo decollo spaziale all\u2019inizio del film mi ha fatto pensare al tumulto che ho collegato al titolo del workshop. Ho sognato queste immense praterie e queste nuvole che correvano e nel sogno dicevo ai miei familiari \u201cvedete abbiamo fatto bene a venire qui, non ci sono i missili\u201d ed eravamo felici stile \u201ccasa nella prateria\u201d.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 5<\/strong>: A me hanno colpito molto gli elementi tra il maschile e il femminile cio\u00e8 i sogni degli uomini e delle donne. E poi penso che chi non ha sognato ora non \u00e8 detto che non lo faccia nei prossimi giorni. Sono rimasta affascinata dai commenti del Dr. Nesci e del Dr. Vinci.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 26<\/strong>: Volevo far notare che abbiamo visto in tanti il film al contrario e a volte ho avuto le vertigini e mi ha colpito che la musica andasse perfettamente con gli eventi comunque. E il fatto di finire con la natura \u00e8 un inconsapevole messaggio che la risposta \u00e8 nella natura, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec la nostra salvezza.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 27<\/strong>: Io volevo ringraziare per questa esperienza di vita che ci avete dato. A proposito della tecnologia, sono felice di conoscere il Professor Nesci. Io ho fatto 3 sogni stanotte ma non so riportare nulla perch\u00e9 mi sono svegliata ma non sapevo cosa avevo sognato. Questo mi ha fatto pensare che [i miei sogni] erano talmente nell\u2019inconscio che non potevano essere pensati o immaginati. Riguardo ai passaggi di vita, io sto vivendo un passaggio: quello della vecchiaia.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 28<\/strong>: Il lavoro fatto oggi mi pare un lavoro sulla coscienza collettiva e ci mette in rete e ci rende pi\u00f9 consapevoli che quando ci mettiamo in relazione con gli altri stiamo portando questo cambiamento e possiamo riconoscere questo anche per gli altri. Il recupero della coscienza collettiva, nei popoli antichi veniva utilizzato molto spesso e penso che ora lo stiamo utilizzando di nuovo.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 1<\/strong>: Ringrazio i professori per gli spunti di riflessione e volevo segnalare un mio <em>lapsus<\/em> che pu\u00f2 sembrare banale. Quando ho parlato del palazzo Boeri ho detto \u201cgiardino verticale\u201d ma in realt\u00e0 si chiama bosco verticale. E devo dire al Prof. Vinci che anche il mio sogno era molto energetico e anche secondo me pu\u00f2 essere visto come una catarsi.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 14<\/strong>: Dopo che ha parlato il Prof Vinci ho pensato anche al titolo di questo film che \u00e8 in cerca dell\u2019equilibrio, e che la parte iniziale del film nel mondo senza uomo\u2026 quello \u00e8 un mondo senza movimento. Noi abbiamo bisogno dell\u2019ingaggio sociale e nei sogni \u00e8 emerso [questo aspetto] perch\u00e9 c\u2019erano sempre dei collaboratori.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 2<\/strong>: Volevo aggiungere che il film visto al contrario \u00e8 stupendo e ho sentito molto il tema della reversibilit\u00e0 non sapendolo che lo stavo vedendo al contrario. Mi ha dato un senso di rasserenamento quando arriva questa immensa luna, mi sento grata a questa luna dopo un caos poco sensato.<\/p>\n<p><strong>Sognatrice n. 7<\/strong>: Sono in un paradosso perch\u00e9 la complessit\u00e0 dei temi che si stanno intrecciando non so bene dove mi portano. La prima questione \u00e8: dato il clima storico che stiamo vivendo, ieri sera sono stata vittima di un pensiero paranoide cio\u00e8 mi ha portato ad avere una notte sull\u2019attenti dato il clima del film e come lo stavo vedendo (al buio e con le cuffie). Interessante la dimensione circolare e il modo rotondo in cui i sognatori hanno vissuto il film, forse palindromo.<\/p>\n<p><strong>Vinci<\/strong>: Il film chiama a una diversa modalit\u00e0 di vita\u2026 un nuovo modo di relazione. Nei sogni portati emerge: curare l\u2019uccello ferito e il non riuscire a riconoscere gli anziani. Mi sembrano due indicazioni importanti sul piano etico.<\/p>\n<p><strong>Marco<\/strong> <strong>Mascioli<\/strong>: faccio una battuta: \u201cper il prossimo workshop ci servono dei volontari che facciano i poliziotti e altri che facciano i carcerati\u201d<\/p>\n<p><strong>Nesci<\/strong>: il tempo \u00e8 trascorso\u2026 devo concludere questo incontro&#8230; prender\u00f2 spunto da questa battuta di Marco che mi ha fatto tornare in mente il Prof. Zimbardo che fece quel perturbante esperimento alla Stanford University, a Palo Alto, a cui Marco allude. Sono stato varie volte in quel celebre campus universitario, e la prima volta invitato proprio da Zimbardo ad insegnare un <em>summer course<\/em> su guerra genocidio e suicidio collettivo. In quel periodo stavo scrivendo \u201cLa Notte Bianca\u201d il mio primo libro sul suicidio collettivo di Jonestown, una comune utopica nella giungla della Guyana dove\u00a0un gruppo di 900 persone, nel 1978, si sono suicidate in un\u2019ordalia del veleno al cianuro\u2026 Ripensando a tanti anni fa, al mio lavoro a Stanford, mi veniva da pensare che in quel corso sui riti di morte della specie<em> sapiens<\/em> avvenne un fatto imprevisto: fu concepito (e poi nacque) un bambino. Nonostante il mio corso trattasse un argomento terribile, perch\u00e9 si parlava soprattutto di suicidio collettivo\u2026 un\u2019allieva diede alla luce un bambino.<\/p>\n<p>Per me fu un\u2019ispirazione\u2026 al momento del tutto inconscia. Pochi anni dopo mi venne in mente di invertire la direzione della mia ricerca, anche grazie al fatto che avevo conosciuto e sposato Simonetta che stava diventando ginecologa e che oggi vedete qui accanto a me. Pensai: e se invertissi la mia <em>vision<\/em>?\u00a0 Se tentassi di applicare quello che ho imparato dalle \u201clezioni\u201d di <em>Jonestown<\/em> sulla simbiosi patologica di un corpo sociale per cercare di prevenire un\u2019altra patologia della simbiosi umana, quella delle donne che rischiano di perdere la gravidanza e che si ritrovano ricoverate nel reparto di patologia ostetrica del Policlinico Gemelli?<\/p>\n<p>Inconsapevolmente, con il nostro protocollo di ricerca sulla vita prenatale, noi abbiamo fatto un <em>maternage<\/em> a queste donne in gravidanze ad alto rischio. Abbiamo ricreato un <em>setting <\/em>che riproduceva a livello immaginario il primordiale gruppo delle madri che aiutava le donne a partorire e di cui avevamo riscoperto le radici antropologiche proprio grazie allo studio del suicidio collettivo del <em>Peoples Temple<\/em>.<\/p>\n<p>Concludo dicendo quindi che, paradossalmente, potrebbe essere di buon auspicio il fatto che molti di noi hanno visto il film alla rovescia\u2026 se noi, con lo stesso spirito e l\u2019elasticit\u00e0 che consentono di muoversi tra eventi reali ed eventi metaforici, tra eventi del corpo sociale e del corpo biologico, ci applichiamo allo studio di fenomeni complessi come quelli di <em>Koyaanisqatsi<\/em> e riprendiamo la chiave di lettura del sogno, del cinema e dell\u2019arte, forse possiamo ritrovare qualcosa di buono anche in qualcosa che, a prima vista, in prima battuta, pensiamo sia solo catastrofico&#8230; Grazie!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><strong>Bibliografia<\/strong><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Averna, S. et al. (1990) \u201cIl gruppo sinciziale nelle gravidanze oltre termine \u2018vere\u2019\u201d. Atti della SIGO, Brescia, Clas International, pp. 233-234.<\/em><\/p>\n<p><em>Freud, S. (1929) Il disagio della civilt\u00e0 in Opere vol. 10, Bollati Boringhieri.<\/em><\/p>\n<p><em>H\u00f6lderlin F. (1803) Patmos<\/em><\/p>\n<p><em>Marx, K. (1844) Manoscritti economico-filosofici<\/em><\/p>\n<p><em>Nesci, D.A. (1991) La Notte Bianca \u2013 studio etnopsicoanalitico del suicidio collettivo. Armando Editore.<\/em><\/p>\n<p><em>Nesci D.A. et al. (1998) \u201cNuovi orientamenti in Psicosomatica ostetrica e ginecologica\u201d in Patologie e Psicologia Medica, Orlandelli E., Sanna M.A., Azzoni A. (Editors), SEU, Roma, pp. 79-94.<\/em><\/p>\n<p><em>Nesci D.A. et al. (2001) \u201cLa poliabortivit\u00e0 nel setting ospedaliero: riflessioni etnopsicoanalitiche sulla prevenzione del trauma psichico. Atti del Convegno \u201cGravi stress, traumi e salute in ambiente ospedaliero\u201d a cura di M. Sgarro, Edizioni Kappa, 2001, pp. 83-89.<\/em><\/p>\n<p><em>Nesci, D.A. Il workshop cinema e sogni. Eidos, n. 10: pagg. 12-13, 2007.<\/em><\/p>\n<p><em>Nesci, D.A. e Nesci F.A. (2022) Koyaanisqatsi: Life Out of Balance in Doppio Sogno, giugno 2022,\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/koyaanisqatsi-life-out-of-balance\/\">https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/koyaanisqatsi-life-out-of-balance\/<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>Sabbadini A. (2014) Moving Images: Psychoanalytic Reflections on Film. London: Routledge.<\/em><\/p>\n<p><em>Vinci P. Benjamin Dispense di Sociologia della Comunicazione. <a href=\"https:\/\/www.docsity.com\/it\/benjamin-di-paolo-vinci\/7319110\/\">https:\/\/www.docsity.com\/it\/benjamin-di-paolo-vinci\/7319110\/<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione &nbsp; Dal 15 al 16 ottobre 2022 si \u00e8 svolto online, nell\u2019ambito delle Risonanze della Festa del Cinema di Roma, grazie alla collaborazione tra The International Institute for Psychoanalytic Research and Training of Health Professionals (IIPRTHP), ente gestore della Scuola Internazionale di Psicoterapia nel Setting Istituzionale (SIPSI), la Fondazione Cinema per Roma, e Formazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":3791,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"default","ast-site-content-layout":"","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"default","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"footnotes":""},"categories":[54],"tags":[55],"class_list":["post-3789","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-novembre-2023","tag-cinema-e-sogni"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Vite in tumulto - Doppio Sogno<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Vite in tumulto - Doppio Sogno\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Introduzione &nbsp; Dal 15 al 16 ottobre 2022 si \u00e8 svolto online, nell\u2019ambito delle Risonanze della Festa del Cinema di Roma, grazie alla collaborazione tra The International Institute for Psychoanalytic Research and Training of Health Professionals (IIPRTHP), ente gestore della Scuola Internazionale di Psicoterapia nel Setting Istituzionale (SIPSI), la Fondazione Cinema per Roma, e Formazione [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Doppio Sogno\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/m.facebook.com\/ScuoladipsicoterapiaSIPSI\/\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2023-11-20T14:45:38+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2023-11-26T13:58:45+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"900\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1350\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Domenico Arturo Nesci Andrea Sabbadini Paolo Vinci\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Domenico Arturo Nesci Andrea Sabbadini Paolo Vinci\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"49 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Domenico Arturo Nesci Andrea Sabbadini Paolo Vinci\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/db2f9ad14078d629ae6b951d1a9119ad\"},\"headline\":\"Vite in tumulto\",\"datePublished\":\"2023-11-20T14:45:38+00:00\",\"dateModified\":\"2023-11-26T13:58:45+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/\"},\"wordCount\":9118,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/11\\\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3.jpg\",\"keywords\":[\"Cinema e Sogni\"],\"articleSection\":[\"Novembre 2023\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/\",\"name\":\"Vite in tumulto - Doppio Sogno\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/11\\\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3.jpg\",\"datePublished\":\"2023-11-20T14:45:38+00:00\",\"dateModified\":\"2023-11-26T13:58:45+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/11\\\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/11\\\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3.jpg\",\"width\":900,\"height\":1350,\"caption\":\"Cinema-e-Sogni_articolo-n.-4.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/vite-in-tumulto\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Vite in tumulto\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/\",\"name\":\"Doppio Sogno\",\"description\":\"Rivista Internazionale di Psicologia e Istituzioni\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/#organization\",\"name\":\"SCUOLA DI PSICOTERAPIA SIPSI\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/02\\\/Logo-Doppio-sogno-1.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2021\\\/02\\\/Logo-Doppio-sogno-1.png\",\"width\":4096,\"height\":2006,\"caption\":\"SCUOLA DI PSICOTERAPIA SIPSI\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/m.facebook.com\\\/ScuoladipsicoterapiaSIPSI\\\/\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.doppio-sogno.it\\\/wp\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/db2f9ad14078d629ae6b951d1a9119ad\",\"name\":\"Domenico Arturo Nesci Andrea Sabbadini Paolo Vinci\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8de7e6927a23e346e14a5c828b7767de13e9729fdff75acbc9cacedcb82e31c3?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8de7e6927a23e346e14a5c828b7767de13e9729fdff75acbc9cacedcb82e31c3?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/8de7e6927a23e346e14a5c828b7767de13e9729fdff75acbc9cacedcb82e31c3?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Domenico Arturo Nesci Andrea Sabbadini Paolo Vinci\"}}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Vite in tumulto - Doppio Sogno","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Vite in tumulto - Doppio Sogno","og_description":"Introduzione &nbsp; Dal 15 al 16 ottobre 2022 si \u00e8 svolto online, nell\u2019ambito delle Risonanze della Festa del Cinema di Roma, grazie alla collaborazione tra The International Institute for Psychoanalytic Research and Training of Health Professionals (IIPRTHP), ente gestore della Scuola Internazionale di Psicoterapia nel Setting Istituzionale (SIPSI), la Fondazione Cinema per Roma, e Formazione [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/","og_site_name":"Doppio Sogno","article_publisher":"https:\/\/m.facebook.com\/ScuoladipsicoterapiaSIPSI\/","article_published_time":"2023-11-20T14:45:38+00:00","article_modified_time":"2023-11-26T13:58:45+00:00","og_image":[{"width":900,"height":1350,"url":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Domenico Arturo Nesci Andrea Sabbadini Paolo Vinci","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Domenico Arturo Nesci Andrea Sabbadini Paolo Vinci","Tempo di lettura stimato":"49 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/"},"author":{"name":"Domenico Arturo Nesci Andrea Sabbadini Paolo Vinci","@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/#\/schema\/person\/db2f9ad14078d629ae6b951d1a9119ad"},"headline":"Vite in tumulto","datePublished":"2023-11-20T14:45:38+00:00","dateModified":"2023-11-26T13:58:45+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/"},"wordCount":9118,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3.jpg","keywords":["Cinema e Sogni"],"articleSection":["Novembre 2023"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/","url":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/","name":"Vite in tumulto - Doppio Sogno","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3.jpg","datePublished":"2023-11-20T14:45:38+00:00","dateModified":"2023-11-26T13:58:45+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Cinema-e-Sogni_articolo-n.-3.jpg","width":900,"height":1350,"caption":"Cinema-e-Sogni_articolo-n.-4.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/vite-in-tumulto\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Vite in tumulto"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/#website","url":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/","name":"Doppio Sogno","description":"Rivista Internazionale di Psicologia e Istituzioni","publisher":{"@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/#organization","name":"SCUOLA DI PSICOTERAPIA SIPSI","url":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Logo-Doppio-sogno-1.png","contentUrl":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Logo-Doppio-sogno-1.png","width":4096,"height":2006,"caption":"SCUOLA DI PSICOTERAPIA SIPSI"},"image":{"@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/m.facebook.com\/ScuoladipsicoterapiaSIPSI\/"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/#\/schema\/person\/db2f9ad14078d629ae6b951d1a9119ad","name":"Domenico Arturo Nesci Andrea Sabbadini Paolo Vinci","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8de7e6927a23e346e14a5c828b7767de13e9729fdff75acbc9cacedcb82e31c3?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8de7e6927a23e346e14a5c828b7767de13e9729fdff75acbc9cacedcb82e31c3?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/8de7e6927a23e346e14a5c828b7767de13e9729fdff75acbc9cacedcb82e31c3?s=96&d=mm&r=g","caption":"Domenico Arturo Nesci Andrea Sabbadini Paolo Vinci"}}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3789","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3789"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3789\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3793,"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3789\/revisions\/3793"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3789"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3789"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.doppio-sogno.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3789"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}