La Medicina di Base ai Tempi del Coronavirus: l’esperienza di una Psicoterapeuta Medico

di Eleonora Quadrini

Descrivere quanto da febbraio-marzo di quest’anno sia cambiato nella Medicina di Base non è facile perché è passato troppo poco tempo e siamo ancora immersi nella pandemia, e quindi con la vista offuscata, in qualche modo ancora “annegati” nel nostro controtransfert (Racker, 1968). Proverò a dare il mio contributo di medico di famiglia, di psicoterapeuta e di “sognatrice” ringraziando la DREAMS onlus per questo webinar che ci consente di cominciare a riflettere sulle opportunità di integrazione tra Medicina e Psicologia che, ora più che mai, sono diventate agli occhi di tutti, assolutamente necessarie, visto lo stress straordinario che la pandemia ha prodotto in tutti: pazienti e operatori sanitari.

Esperienze cliniche

I nostri ambulatori sono sempre stati assaliti da uno stuolo di assistiti, soprattutto anziani, che trovavano un rifugio alle loro fragilità fisiche, psichiche e sociali anche solo dallo stazionare nelle nostre sale d’attesa o nel porre domande (magari anche improprie) alle nostre segretarie.

Improvvisamente da febbraio calava il silenzio, la sala d’attesa vuota i telefoni silenziosi, poche le mail di richieste di farmaci. 

Questo pesante silenzio, che ci distanziava dai nostri assistiti, veniva solo interrotto da sporadiche ma angosciate e angoscianti richieste di rassicurazione e di aiuto: “Dottoressa ho la febbre, non respiro, non riesco a deglutire, ho un mal di testa terribile! Sarà il Covid?” e poi l’esclamazione di rito: “La prego non mi abbandoni!” come recita il titolo di un breve post sul Blog della DREAMS (Giarrusso e Nesci, 2020).

Bastava la comparsa di un qualche sintomo che facesse sospettare al paziente di essere malato ed ecco che l’angoscia scattava inesorabilmente: era subito convinto di essere affetto da questo morbo oscuro e ti chiamava scongiurandoti di fare qualcosa.

Tutte le altre patologie, anche sospette cardiopatie ischemiche o allarmanti processi patologici, non imputabili però al virus, venivano taciute e quasi negate per la paura del possibile contagio nel Pronto Soccorso se uno avesse pensato di andarci.

Ho parlato di queste mie esperienze “mediche” nella supervisione periodica che noi psicoterapeuti DREAMS riceviamo gratuitamente come parte della nostra attività di formazione continua. La Dr.ssa Averna ed il Dr. Nesci hanno subito empatizzato con il mio vissuto ed hanno proposto una convenzione con la FIMMG a livello nazionale per consentire a tutti i Medici di Medicina Generale di usufruire di una analoga supervisione gratuita, online, con cadenza mensile, in modo da poter portare i loro casi clinici difficili, per problematiche di tipo psicologico, per situazioni di stress di ogni tipo: lutti, malattie croniche di un familiare, conflitti, cambiamenti impegnativi, come un trasloco o il pensionamento, ma anche (al momento) la pandemia COVID-19.

Sono queste le situazioni in cui noi medici di famiglia dovremmo essere sempre pronti a consigliare una psicoterapia ai nostri assistiti, e nello stesso tempo dovremmo avere la possibilità di farci aiutare a nostra volta, in un gruppo di supervisione di tipo Balint come quelli a cui partecipiamo regolarmente nella nostra Cooperativa.

La convenzione appena ratificata tra FIMMG e DREAMS onlus ora ci consente di fare entrambe le cose, in piena sicurezza, avendo finalmente a nostra disposizione un pool di psicoterapeuti (gli specialisti della DREAMS) capaci di seguire online, in qualunque realtà territoriale, i nostri pazienti bisognosi di supporto psicologico, con competenza e con tariffe di assoluta trasparenza: 35 Euro a seduta. E di ricevere online, periodicamente e gratuitamente, la supervisione di gruppo, attraverso la FIMMG e la DREAMS.

Un sogno

Raccogliendo il leitmotiv del webinar e la profonda osservazione intoduttiva del prof. Scarfone, nostro supervisore dagli anni della specializzazione nella SIPSI, la Scuola in cui tutti noi ci siamo diplomati, il sogno, paradossalmente, ci da la giusta distanza nello stesso momento in cui ci introduce alla massima profondità (Scarfone, 2020). Anche grazie a questa natura paradossale il racconto del mio sogno, che farò adesso, mi consente quella lontananza che è condizione necessaria e sufficiente per renderlo analizzabile ed interpretabile.

Proviamoci insieme…

Proprio all’inizio della pandemia, con il farsi sempre più serrata la prescrizione del distanziamento sociale, ho fatto un sogno molto intimo: una notte ho sognato che mi consegnavano il mio bambino… non lo avevo partorito ma era il mio bambino… cercavo orgogliosa di mostrarlo a tutti ma nessuno mi prendeva in considerazione… ero sola e dovevo pensare a nutrirlo… istintivamente lo avvicinavo al seno ma non avendolo partorito gli ormoni non avevano prodotto latte se non in piccola misura.

Credo che il sogno rappresentasse anche la mia sensazione di estrema solitudine e scarsità di risorse nel prendermi cura delle fragilità dei miei pazienti spaventati dal contagio, dalla vicinanza, dall’intimità.

Nel dialogo online col Dr. Nesci, durante il lavoro di scrittura di questa relazione, sono emerse altre riflessioni sulla Medicina che, per Fornari (1985) “ha due anime: una fallocentrica, che lotta contro la malattia, ed una onfalocentrica, che si prende cura del malato. L’integrazione tra pensiero medico e pensiero psicoanalitico è dunque necessaria per umanizzare le cure mantenendone alta l’efficacia.” (Peta e Coll., 2006)

Conclusioni e prospettive

Nei gruppi di tipo Balint (1957) – da sempre praticati nella SIPSI e nella DREAMS – è possibile esporre i propri vissuti ed elaborare le proprie angosce rispetto a situazioni cliniche stressanti. La pandemia sta esponendo noi medici di base, da mesi, ad un confronto con i dubbi che sorgono da una malattia che può essere causa di morte e che non è facilissimo diagnosticare e curare.

La possibilità di farlo in collaborazione (medico-psicoterapeuta) e magari a distanza (psicoterapia e supervisione online) permetterebbe a tutti, pazienti e operatori sanitari, di sentirsi più tranquilli anche perché accolti sul piano sia fisico sia emotivo.

Siamo tutti affetti da sindrome postraumatica da stress e bisognosi di essere ascoltati.

Speriamo che questo sia l’inizio di una nuova era in cui il paziente può essere preso in carico in tutti i suoi bisogni ed il medico possa essere validamente supportato da un punto di vista psicologico.

Riferimenti Bibliografici​

Michael Balint: The Doctor, his Patient and the Illness. Edinburgh, Churchill Livingstone, 1957.

Franco Fornari: Affetti e Cancro. Raffaello Cortina, Milano, 1985.

Giovanna Giarrusso, Domenico Arturo Nesci: “Dottoressa non mi abbandoni!” Blog DREAMS ONLUS 28 marzo 2020 https://www.dreamsonlus.it/dottoressa-non-mi-abbandoni-di-giovanna-giarrusso-domenico-arturo-nesci/

Nadia Peta, Angela Patti, Domenico Arturo Nesci, Adele Tessitore, Elisa Ferrai, Pierluigi Granone. “Approccio Psicologico al Paziente con Mesotelioma” Doppio Sogno, n. 3, dicembre 2006

Herbert Racker: Transference and Countertransference. International Universities Press, New York, 1968.

Dominique Scarfone: Le Metamorfosi di “Covidio” ovvero Analisi del Sogno e Terapia Online (video) in Coronavirus: i sogni della quarantena nelle psicoterapie online webinar DREAMS ONLUS 2020.

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